Icuber : i Protagonisti dell’Innovazione

Se vi siete persi la doppia puntata "Applichiamoci: Challenge di Business Creativity @Camplus Alma Mater Bologna" ecco il link su Youtube.
Formazione informale, teamworking, una sfida tra idee di business che sta portando ad una reale costituzione di impresa, servizi di ospitalità Smart per gli universitari di Bologna, Roma, Torino, Palermo.
Ecco la rete dei College Camplus raccontata dai protagonisti !
Buona Visione !

http://bit.ly/39_2_campluscollege1
http://bit.ly/40_2_campluscollege2

Con Riccardo Guidetti Maurizio Carvelli Enrico Supino e gli straordinari ragazzi dei Team di Applichiamoci Giovanni Conti Federico Papale Enza Guccione ...

Una sfida di business creativity tra gli studenti universitari di Bologna, Roma, Palermo e Torino ospiti delle diverse sedi di Camplus College.
Una buona metafora di quello che succede nelle diverse di Camplus, a partire da quelle di Bologna: l'ospitalità si combina con formazione informale, networking, Community, propensione ad innovare.
Con Maurizio Carvelli Riccardo Guidetti Enrico Supino e i ragazzi protagonisti della challenge come Giovanni Conti , Enza Guccione. Da giovedi alle 13 su LepidaTV !

Icuber - Innovativi per Tradizione

6 mesi 1 settimana fa

http://bit.ly/38_2ridersbologna

Oggi su LepidaTV alle 13 (canale 118 DTT) e su YT all'indirizzo qui sopra la puntata 38 di Icuber - Innovativi per Tradizione dedicata alla Carta dei Diritti dei Lavoratori Digitali: una innovazione a livello nazionale ed europeo che mette i nostri territori all'avanguardia su un tema caldissimo e critico, quello del lavoro nuovo, ma buono e tutelato , anche nel digitale.
Da vedere !
Con Marco Lombardo Edoardo Tribuzio Tommaso Falchi Giovanni Cavallo Cgil Bologna Danilo Francesconi Giuliano Zignani

Icuber - Innovativi per Tradizione

6 mesi 1 settimana fa

Il primo accordo europeo sul tema del delivery food, promosso dall’Assessore al lavoro del Comune di Bologna Marco Lombardo, dai Riders Union bolognesi, dalle piattaforme Sgnam e Mymenu e dai sindacati confederali CGIL CISL UIL
Il digitale può essere fonte di buon lavoro e diritti. Partiamo da Bologna !

Su Icuber, Innovativi per tradizione da Giovedi alle 13 su Lepida TV e sui social
Con Giovanni Cavallo Sgnam Edoardo Tribuzio MYMENU Tommaso Falchi Maurizio Lunghi @Danilo Francesconi Giuliano Zignani Virginio Merola

http://bit.ly/38_2T_Ridersbologna

Icuber - Innovativi per Tradizione

6 mesi 2 settimane fa

GREEN IDEA Technologies è la prima azienda europea specializzata in ICT Eco Management, che fa parte del programma Climate-KIC Italy
Il paradigma dell'Economia Circolare applicato alle tecnologie informatiche
Ecco il teaser di Puntata 37 in onda da giovedi alle 13 su LepidaTV

Con Domingo Noguera
Ceo e Fondatore Green Idea Technologies

Icuber - Innovativi per Tradizione

6 mesi 2 settimane fa

Vi siete persi la puntata 36 " Studiomapp - Satellite Location Intelligence"?
ecco il link su YT per capire come tramite l'Intelligenza Artificiale applicata al Geo-calcolo e ai dati geospaziali, sia possibile sviluppare soluzioni per Smart Cities, Mobilità, Trasporto e Logistica, Turismo e Beni culturali, Real Estate, Agricoltura, Territorio e Gestione delle risorse naturali, Salute.
http://bit.ly/36_2studiomapp_puntata
Ecco a voi STUDIOMAPP, prima startup dell'Emilia Romagna selezionata da ESA BIC Lazio, l'incubatore dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) .
Con Angela Corbari, fondatrice ed amministratrice

Icuber - Innovativi per Tradizione

6 mesi 3 settimane fa

STUDIOMAPP è una startup innovativa, seguita anche da Aster, con sedi a Ravenna e Roma, specializzata in Sistemi informativi territoriali, Analisi di dati satellitari, Open data, Software Analysis and Development.
Gli ambiti di applicazione sono sterminati e molto interessanti. Scoprite quali da giovedi alle 13 su LepidaTV!
Con Angela Corbari , fondatrice di Studiomapp

Icuber - Innovativi per Tradizione

6 mesi 3 settimane fa

Ci sono libri che sono innovazioni vere e proprie, o dopo averli letti, diventano fonte di innovazione.
Ad Icuber, dopo il libro di Davide Lugli, questa settimana abbiamo parlato di organizzazioni positive con le autrici e illustri e competenti testimoni. Se vi siete persi la puntata "La scienza delle organizzazioni positive" ecco l'intero video sul canale Youtube di LepidaTV
http://bit.ly/icuber_orgpos
Con Daniela Di Ciaccio Veru Gennari Paolo Venturi Marco Lombardo Carlotta Silvestrini
Buona Visione!

"La scienza delle organizzazioni positive" è un libro, edito da Franco Angeli e scritto dalle bolognesi, per adozione, Veru Gennari e Daniela Di Ciaccio di 2bhappy, che mette in relazione il benessere delle persone e la capacità di innovare, basandosi sui principi di coerenza e sulle recenti scoperte delle neuroscienze. Felici e fertili, in simbiosi, questo è la sintesi del progetto 2bhappy.
Il tema, basato sulle relazioni umane, riguarda le imprese, le organizzazioni, la politica, i sistemi territoriali, e rappresenta una nuova sfida anche per il modo del sociale e della cooperazione . Ne parliamo con le autrici e un variegato eautorevolissimo gruppo di testimoni provenienti da mondi diversi
Ecco il teaser della puntata 35 in onda da giovedì alle 13 su LepidaTV
La scienza delle organizzazioni positive : Un metodo per l'innovazione

Con Marco Lombardo Paolo Venturi Carlotta Silvestrini

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26 Nov 2017

Progetti Web che funzionano

IcubER: Puntata 2 – Stagione 2

Il libro di Davide Lugli presentato nella puntata:

Gli scaffali delle librerie sono pieni di manuali e libri che parlano di Web.

Si occupano di spiegare le basi, il funzionamento delle sue componenti, per esempio come si realizza una pagina HTML. E’ possibile trovare facilmente testi che parlano di Web server e di social network, di comunicazione digitale e Web marketing.

Oggi per lavorare con il Web sono necessarie conoscenze specialistiche, se si vuole vendere online o essere indicizzati sui motori di ricerca bisogna sapere come fare, ma il Web fa ormai parte anche della nostra vita quotidiana; lo utilizziamo a casa, a scuola, per informarci, per divertimento, quasi senza rendercene conto.

Siamo letteralmente immersi nel Web

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E mentre ci perdiamo in una ricerca su Google, consultiamo un itenerario sulle mappe online, parliamo con i nostri amici su Facebook, il Web continua ad evolversi. E cresce di valore e di complessità. Per emergere al suo interno (o per difendersi da tutto ciò che contiene di potenzialmente pericoloso), quello che valeva ieri, domani non sarà più così utile.

Tuttavia ci sono alcuni elementi del Web che non sono mai cambiati e non cambieranno mai. Davide, nel suo libro, li ha chiamati assiomi.

I più famosi siti Web, quelli che ottengono decine di milioni di visite al giorno e sono alla base dell’attività di alcune delle più grandi aziende del mondo, sfruttano questa conoscenza a proprio vantaggio.

Quest’opera è stata scritta con l’obiettivo di aiutarci ad individuare gli assiomi del Web in ogni circostanza, nei progetti che dobbiamo sviluppare o nella normale attività che ci troviamo quotidianamente a svolgere online. Conoscere gli assiomi significa sostanzialmente conoscere il Web e sarà sempre più utile in futuro muoversi con sicurezza al suo interno.

Non servono prerequisiti particolari per leggere questo testo, è adatto a professionisti (anche esperti), insegnanti, studenti e curiosi, ma è indispensabile la voglia di approcciarsi a questi temi con spirito nuovo, per poter scendere nella profondita dello sconfinato e mutevole Web.

Sito Web del libro


Protagonisti

persone

Davide Lugli
“Dopo aver studiato ingegneria informatica e messo le mani su più di 300 progetti Web sono sicuro che il successo online non dipende dall’idea, dal budget, dalla tecnologia o dal numero di potenziali concorrenti e clienti. Il requisito più importante per far crescere un progetto online è conoscere e rispettare le caratteristiche del Web.

Oggi lavoro per Competitoor.com, una società che si occupa di analisi dei prezzi, raccogliendo milioni di dati al giorno dai siti eCommerce di tutto il mondo.”

Contatti:
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Glossario

glossary

INDICIZZAZIONE:
è il processo che consiste nel rendere visibile un sito per i motori di ricerca. Tramite l’indicizzazione un sito viene inserito in un database del motore di ricerca comparendo così nelle pagine di ricerca a seguito delle interrogazioni degli utenti del web.
https://www.digital-coach.it/glossario-web-marketing/

FAKE NEWS
Il termine inglese “fake news”, in Italiano notizia falsa o bufala, indica articoli redatti con informazioni inventate, ingannevoli o distorte,[1] resi pubblici nel deliberato intento di disinformare o diffondere bufale attraverso i mezzi di informazione tradizionali o via Internet, per mezzo dei media sociali.

Le notizie false sono scritte e pubblicate con l’intento di attrarre il lettore o indurlo in errore al fine di ottenere finanziariamente o politicamente – spesso con titoli sensazionalistici, esagerati o palesemente falsi – la sua attenzione.
https://it.wikipedia.org/wiki/Fake_news

 IPERTESTO
Un ipertesto è un insieme di documenti messi in relazione tra loro per mezzo di parole chiave. Può essere visto come una rete; i documenti ne costituiscono i nodi. La caratteristica principale di un ipertesto è che la lettura può svolgersi in maniera non lineare: qualsiasi documento della rete può essere “il successivo”, in base alla scelta del lettore di quale parola chiave usare come collegamento. È possibile, infatti, leggere all’interno di un ipertesto tutti i documenti collegati alla relativa parola chiave marcata. La scelta di una parola chiave diversa porta all’apertura di un documento diverso: all’interno dell’ipertesto sono possibili praticamente infiniti percorsi di lettura.

Dopo la nascita del World Wide Web (1993) l’ipertesto ha avuto un notevolissimo sviluppo. Tutto il web, infatti, è stato concepito dal suo inventore, l’inglese Tim Berners-Lee, come un ipertesto globale in cui tutti i siti mondiali possono essere consultati da tutti. La pagina web è il singolo documento e la “navigazione” è il passaggio da un sito all’altro tramite i “link” (ma anche da una pagina all’altra dello stesso sito o in un’altra parte della stessa pagina). L’interfaccia per visualizzare i siti web (e le pagine ipertestuali contenute) è il browser.
https://it.wikipedia.org/wiki/Ipertesto

Suggestioni

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Il tema del libro sta diventando di grande attualità.
Tim Berners Lee, l’ideatore del Web è estremamente preoccupato e i motivi sono gli stessi illustrati nel libro: una scarsa conoscenza del Web che porta a confonderlo con le principali aziende private di intermediazione.

https://www.agi.it/economia/internetfallendo_web_tim_berners_lee-3052779/news/2017-11-16/

L’incapacità di collegare contenuti di valore porta a replicare notizie, indipendentemente dal valore che contengono.

Il web si riempie di contenuti a volocità incredibili e se, come sta succedendo, la parte più importante di questi contenuti si trova all’interno di contenutori privati come Facebook, o ordinata secondo algoritmi privati come Google Search, ecco che l’aumento del volume porta vantaggio solo a chi possiede questi strumenti.

Nel libro si parla della “forma del Web”, teorizzata da alcuni ricercatori come quella di una caramella: nella parte centrale si trovano i siti ben connessi tra di loro, nella parte esterna siti poco connessi che formano le ali, dell’involucro.

Il Web non ha una forma omogenea, oltre a cambiare di continuo è composto da grappoli di siti, un po’ come accade nelle galassie con le stelle o come le zone di una città organizzate in quartieri tematici. Conoscere come muoversi nella zona giusta permette di raccogliere più velocemente informazioni di valore da diverse fonti.

Il Web però è soprattutto uno strumento editoriale. Da l’opportunità a chiunque sia connesso di mostrare contenuti a chiunque altro sia connesso. L’economia e i rapporti sociali stanno ancora subendo la fase iniziare di un cambiamento iniziato 30 anni fa e probabilmente ancora in stato larvale. Se il Web non viene usato “bene” (cosa significhi bene è spiegato nel libro) e quindi in sostanza se non c’è coscienza di cosa sia realmente o di come vada usato, il Web finisce inevitabilmente per prendere la “forma” di altri media. Dove ci sono dei punti di snodo\censura, dove esistono monopoli che detengono la distribuzione e scelgono a chi dare valore.

La cosa paradossale è che conoscere il Web richiede meno di una giornata di impegno, purchè non si venga traviati da insegnamenti, sempre più comuni nei linguaggi dei GURU della Rete, che confondono il dito con la Luna. Ti insegnano a raccogliere clienti con Facebook, ma non sanno neanche loro cosa sia in realtà Facebook. Ti svelano i segreti dell’indicizzazione di Google, quando Google contiene meno del 10% dell’intero contenuto disponibile sul Web.

Manca un tessuto culturale minimo nelle scuole e nelle famiglie (così come nelle istituzioni) che faccia da rete o salvagente per le nuove generazioni e permetta loro di sfruttare a proprio vantaggio lo strumento più potente che l’umanità abbia generato. Il Web è infatti del tutto assimilabile al fuoco, alla scrittura, alla ruota. Se per usare queste tecnologie dobbiamo studiare o al limite osservare con curiosa volontà come sono contestualizzate, nel Web è talmente facile iniziare ad interagire che poi non ci si ferma più a valutare e misurare quanto fatto.

Fare poco sforzo (o nullo) per mettere in rete, idee contenuti e condividere quelle di altri, sta portando a svilire i contenuti stessi.

Due dei più grandi problemi che riscontriamo oggi: Fake News e Ignoranza al potere, causate dalla facilità con cui emergere in alcuni contesti online, non si possono sconfiggere con multe o barriere protettive.

Per le Fake news infatti, se il 99,9% dei contenuti di Facebook non sono di alcun valore, è facilissimo per una notizia falsa infilarsi in questa palude e non farsi trovare prima che sia troppo tardi. Il problema quindi non lo si risolve filtrando, ma evitando di inserire contenuti inutili, evitare di copia-incollare qualsiasi cosa, producendo meno e concentrandosi maggiormente sulla qualità e sulla capacità del Web di COLLEGARE pezzi di contenuti distribuiti.

L’ignoranza al potere che sembra emergere dal Web è quella che porta chiunque a dibattere con chiunque su qualsiasi contesto. Casalinghe che criticano pareri medici, pensionati che dibattono sulla costruzione di ponti (beh forse gli umarells ne sanno di più di certi progettisti con l’esperienza fatta in cantiere), studenti al primo anno di legge che impongono la propria falsa scienza verso avvocati esperti. Un gran casino, figlio della subcultura del “gratis”. Eppure la caratteristica principale del Web, la sua misurabilità figlia del media digitale (Internet) su cui si muove, dovrebbe farci riflettere sul perchè sia tutto gratis, il motivo è che siamo noi i prodotti che vengono venduti e scambiati. Le cose che pubblichiamo ci definiscono e una volta definiti siamo i target ideali per qualsiasi azienda che cerca nuovi clienti.

E’ singolare che il Presidente degli Stati Uniti usi aziende private per comunicare, ma è ancora più singolare che lo faccia il Papa che su Twitter scrive in 20 lingue diverse. Siamo ormai completamente addormentati.

L’informazione più è strutturata e più è di valore. Il Web permette di connettere informazioni e il suo valore è completamente dipendente da come lo usiamo. Da questo punto di vista non posso che essere d’accordo con Tim Berners Lee. Sono molto preoccupato.
(testo di Davide Lugli, che ringrazio) 


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